Giochiamo con i bambini di Casa Lea Garofalo - Rete Civica del comune di Trezzano sul Naviglio

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Giochiamo con i bambini di Casa Lea Garofalo

 

Trezzano sul Naviglio, 6 febbraio 2018 – Ogni mamma con una stanza per sé e i propri bambini, spazi comuni per il gioco, la cucina in condivisione, il sostegno di educatori che hanno il compito di accompagnare i piccoli nuclei familiari in percorsi di recupero di autonomie ed esperienze. 
Ha preso vita Casa Lea Garofalo, la villa confiscata alla mafia di via Donizetti 11, restituita alla comunità trezzanese e destinata dal Comune a un progetto di housing sociale rivolto a donne e bambini in stato di bisogno sociale e abitativo. Una risposta ai bisogno del territorio non solo trezzanese, grazie a un lavoro di rete anche con gli altri Comuni. 

Il bene, con sette stanze a disposizione, è gestito dalla cooperativa sociale RIPARI promossa dalle ACLI, a seguito di un avviso pubblico ai sensi delle disposizioni del Codice Antimafia. Dopo l’inaugurazione dello scorso novembre, sono arrivati i primi tre nuclei familiari, provenienti da Trezzano e Cesano Boscone, e sono previsti a breve altri due inserimenti. 
Ad ogni mamma si chiede di sottoscrivere un patto, che prevede il rispetto delle regole della casa e del percorso personale e specifico per ognuna che le condurrà verso l’autonomia. Ogni famiglia infatti potrà essere ospitata per un periodo di sei mesi, eventualmente rinnovabile per altri 6, non di più. 

“Abbiamo incontrato più volte le ospiti di Casa Lea Garofalo – spiega l’Amministrazione comunale – crediamo molto in questo primo progetto di co-housing che sarà vincente se tutta la comunità trezzanese sarà capace di fare rete e offrire il proprio contributo. Ringraziamo le associazioni dei genitori Noi con Voi e Genitori Sotto il Noce che hanno donato giochi e altro materiale utile per i bambini della casa e facciamo appello anche ai cittadini che vorranno donare volontariamente il proprio tempo per le famiglie: chi per giocare con i bambini, chi per accompagnare le mamme per visite e commissioni varie; contiamo anche sulla collaborazione delle associazioni del territorio per realizzare iniziative e nuovi percorsi da fare insieme”. 

Questa casa – conclude l’Amministrazione – dà valore alla nostra comunità e a tutto il Paese. Facciamo rivivere un luogo confiscato alla mafia e intitolato a una testimone di giustizia, la giovane mamma Lea Garofalo. Ricordiamo il suo coraggio, aiutando altre mamme con i propri figli”. 


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