Coleottero giapponese, cosa fare - Rete Civica del comune di Trezzano sul Naviglio

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Coleottero giapponese, cosa fare

 

Trezzano sul Naviglio, 10 luglio 2020 – La Popillia Japonica, comunemente conosciuto come coleottero giapponese, è un insetto infestante originario del Giappone particolarmente aggressivo, appartenente alla famiglia degli scarabei. Per gli ingenti danni economici che può provocare è considerata dalla normativa fitosanitaria un organismo nocivo da quarantena, perché causa erosioni gravi a foglie, fiori e frutti, oltre a danneggiare manti erbosi. 
Gli adulti hanno una lunghezza di circa 10 mm e sono verde metallico con riflessi bronzei sul dorso. Si contraddistinguono anche per 12 ciuffi di peli bianchi (ai lati dell’addome e nella parte terminale). Proprio questi ciuffi permettono di distinguerli dal maggiolino degli orti. 

Il coleottero è stato ritrovato per la prima volta nel parco del Ticino (al confine tra Lombardia e Piemonte) nel 2014 e da allora il Servizio fitosanitario di Regione Lombardia ha messo in atto un piano di controllo, secondo standard fitosanitari nazionali e internazionali. Dagli ultimi giorni di maggio, gli adulti di Popillia japonica cominciano a emergere dai prati e dai giardini dove hanno trascorso l’inverno in stato di larva. 

Trezzano rientra nei i Comuni classificati “zona infestata”: il decreto ministeriale del 22 gennaio 2018 pone obblighi e divieti solo per coltivatori e/o rivenditori di piante e per i produttori di prato a zolle. In altre aree, per ridurre la popolazione, il Servizio fitosanitario esegue trattamenti insetticidi, trattamenti con mezzi biologici o con sostanze di origine naturale, diserbi eccetera. 

Nell’area in cui è stata rilevata nel 2019 la presenza dell’insetto, nelle province di Como, Milano (tra cui Trezzano), Monza e Brianza, Pavia e Varese, i tecnici del Servizio fitosanitario stanno collocando 2500 trappole formate da un treppiede ricoperto da una rete impregnata di insetticida. Si tratta dell’uso della metodologia “Attract and Kill”; gli insetti vengono attirati verso la trappola da uno specifico attrattivo e muoiono dopo essere venuti a contatto con la rete. 

In giardini, orti e frutteti familiari si consiglia a inizio infestazione la raccolta manuale degli adulti (quando possibile) perché, avendo questo scarabeide un comportamento gregario, la presenza dei primi adulti ne attira altri; anche le lesioni a carico di fiori e frutti, liberando particolari composti volatili, sembrano avere un forte potere attrattivo. La raccolta manuale va fatta nelle prime ore del mattino, quando gli adulti sono poco reattivi (sopra i 21-22 °C se disturbati volano via facilmente) ad es. facendoli cadere in contenitori sormontati da un imbuto.
Nell'impossibilità di raccogliere gli adulti sulla vegetazione, si deve ricorrere a trattamenti con insetticidi ma è bene evitarne un uso indiscriminato all'uso ripetuto di insetticidi chimici.
Vista l'epoca di sfarfallamento degli adulti e la durata media della loro vita, in genere le popolazioni diminuiscono notevolmente a partire dalla seconda o terza decade di luglio. 

Nel caso di avvistamento 
    • controllare la presenza dei ciuffi di peli bianchi al lati dell’addome
    • fotografarli e poi eliminarli
    • osservare su quale pianta era presente, se in gruppo
    • fare una segnalazione agli indirizzi: popillia@ersaf.lombardia.it / popillia@parcoticino.it

Per informazioni e segnalazioni sulla presenza dell’insetto è disponibile anche anche l’app FitoDetective creata dal Servizio Fitosanitario e scaricabile gratuitamente dalle piattaforme Play Store e App Store. 


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